Lo scopo di questa ricerca è esaminare il sistema dell’alta tecnologia applicata ai beni culturali in Toscana per identificare se sussistono ragioni per sostenere il settore. Dopo una panoramica sulla significatività della ricerca portata avanti nei Paesi europei in tema di beni culturali e verificato il primato dell’Italia, al cui interno emergono Lazio e Toscana, si passa all’individuazione degli attori economici e istituzionali che interagiscono nel sistema toscano. Affinché questo sia possibile è affrontata in particolare la questione dell’identificazione delle imprese attive in questo campo. Definito l’universo di indagine, lo si descrive con un’analisi economica e territoriale, facendo emergere in particolare due cluster con diversa specializzazione tra Pisa e Firenze.
I distretti culturali sono considerati uno strumento per valorizzare dal punto di vista economico il patrimonio culturale di un territorio ma alcuni, soprattutto coloro che interpretano la cultura con l’accezione di conoscenza, ritengono che sia altresì utile valorizzare culturalmente l’economia, vale a dire coltivare quelle conoscenze e quella creatività che permettono ad un luogo di divenire sede di forza lavoro qualificata in grado di innovare. I Distretti Tecnologici nascono sotto la spinta del MIUR come strumento per consolidare cluster di imprese innovative ed il trasferimento tecnologico. In Toscana, così come in altre regioni italiane, si è deciso di creare un distretto tecnologico per i beni culturali al fine di coniugare l’esigenza di supportare le alte tecnologie con iniziative volte a promuovere la nascita di milieux innovativi e quella di valorizzare la ricca dotazione di patrimonio culturale. Anche attraverso interviste a testimoni qualificati e ad attori economici si ricostruirà l’evoluzione del dibattito in merito e se ne trarranno indicazioni di policy.

Autore: Laura Fossi, coordinamento di Patrizia Lattarulo