Reddito imponibile per contribuente: valore mediano. Anno 2013 

AREE URBANE E DISTRETTI MOSTRANO I PIÙ ALTI LIVELLI DI REDDITO

Il reddito imponibile per contribuente, pur con alcuni limiti evidenti (non tiene conto né della composizione familiare, né del problema dell’evasione fiscale) è una misura importante della capacità di consumo degli individui e dunque del loro livello di benessere.

La distribuzione territoriale del reddito imponibile evidenzia importanti differenze nei livelli tra le principali aree urbane e il resto del territorio regionale. Firenze, Siena, Pisa e le rispettive corone urbane sono le aree che raggiungono i livelli maggiori, grazie alla capacità dei comuni centrali di creare importanti occasioni di lavoro, anche ad elevata specializzazione e con livelli retributivi conseguenti. Il rapporto città centrale-corona urbana declinato in termini di reddito diventa pertanto un rapporto tra luoghi prevalentemente “generatori” di reddito e luoghi prevalentemente “percettori”.
Su livelli elevati di reddito imponibile si pongono anche i distretti manifatturieri, mentre le aree costiere a forte specializzazione turistica si collocano su livelli bassi, in parte spiegati dalla stagionalità delle opportunità di lavoro. Le aree montane più marginali mostrano, com’è ragionevole attendersi, livelli di reddito più bassi.

La disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, misurata come rapporto tra il nono e il primo decile, risulta mediamente più bassa nelle aree manifatturiere e agricole, mentre sale nelle aree urbane (che hanno anche un tessuto sociale più vario) per raggiungere il suo picco, però, nelle aree a forte specializzazione turistica.

La composizione dei percettori per categoria evidenzia una maggiore incidenza di lavoratori dipendenti tra i residenti di distretti manifatturieri e città, a fronte di una maggiore incidenza di pensionati nelle aree montane e rurali..

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