Libertà di scelta e divari di genere in Toscana: evidenze dai dati

Nota di lavoro 45/2026 di N. Faraoni

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Negli ultimi anni la partecipazione femminile al mercato del lavoro ha registrato segnali di miglioramento anche in Toscana, che si colloca tra le regioni con livelli di occupazione delle donne relativamente elevati nel confronto nazionale. Tuttavia, un’analisi più approfondita dei dati mostra come a questi progressi continuino ad affiancarsi disuguaglianze persistenti, che riguardano non solo l’accesso al lavoro, ma anche la qualità dell’occupazione, le opportunità di carriera e la distribuzione dei tempi di vita.

La presente nota offre un quadro di contesto delle disuguaglianze di genere in Toscana, concentrandosi in particolare sul mercato del lavoro, sulle competenze e sui fattori che incidono sulle possibilità effettive di scelta delle donne. L’obiettivo è ricostruire il profilo strutturale dei divari, individuando i principali nodi critici che emergono dall’evidenza empirica.

L’analisi adotta una lettura della libertà intesa come capacità effettiva di scelta, secondo l’approccio delle capabilities, elaborato dal premio Nobel Amartia Sen (1985). In questa prospettiva, i divari osservabili nei dati non rappresentano soltanto differenze di esito, ma segnalano vincoli più profondi legati alle condizioni materiali, organizzative e sociali entro cui si collocano le traiettorie lavorative e di vita delle donne.

Infine, la nota evidenzia come le disuguaglianze di genere non possano essere lette esclusivamente in termini binari. Età, condizione familiare, livello di istruzione e contesto territoriale contribuiscono a produrre esperienze differenziate all’interno del mondo femminile, suggerendo l’utilità di uno sguardo più articolato nella lettura dei divari. In questo senso, il contributo intende fornire una base conoscitiva utile a comprendere la complessità dei fenomeni osservati.

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