Toscana Notizie – Flash Lavoro n. 67/2026

Trimestrale di informazione dell'Osservatorio regionale del Mercato del lavoro

IRPET - Regione Toscana Settore Lavoro

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IL QUADRO D’INSIEME

Nel corso del 2025 l’intonazione della congiuntura occupazionale è caratterizzata dal calo delle assunzioni: circa 22mila avviamenti in meno rispetto al 2024 (-2,5%). La contrazione dei flussi di domanda di lavoro si è riflessa in un rallentamento della crescita dell’occupazione dipendente: nel quarto trimestre 2025 gli addetti dipendenti aumentano di circa 16mila unità rispetto allo stesso periodo del 2024 (+1,2%, +1,7% nel confronto annuale). È proseguita la crescita del lavoro stabile, +2,5% sull’anno precedente: al suo interno aumentano gli indeterminati, mentre calano gli apprendisti; i dipendenti a termine risultano in diminuzione (-1,9%). Per settore, nel confronto annuale, tutti i macro-comparti sono in aumento, ma la manifattura resta la componente più debole: il Made in Italy perde dipendenti (-1,2% nell’anno, -1,5% nel trimestre) con le lavorazioni legate alla moda in contrazione. Nel terziario i servizi turistici continuano a crescere: +2,9% sull’anno precedente, +2,3% nel trimestre. L’indagine ISTAT sulle Forze di Lavoro segnala un rallentamento dell’occupazione complessiva: gli occupati di 15 anni e più restano allo stesso livello dell’anno precedente a 1.668mila e appaiono in leggera flessione nel quarto trimestre. Il tasso di disoccupazione medio annuale sale al 4,3%, era 4,0% nel 2024.

Approfondimento
IL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE DAL 2022 AL 2025: UN CONFRONTO TRA LE REGIONI ITALIANE

a cura di Donatella Marinari (IRPET)

I dati resi disponibili dall’INPS sulle ore autorizzate mostrano con chiarezza che, tra il 2022 e il 2025, il ricorso alla cassa integrazione nell’industria italiana non evidenzia soltanto un aumento dei volumi, ma anche un cambiamento nella composizione per causale. La crescita è progressiva lungo tutto il periodo: il 2024 segna una forte accelerazione e il 2025 conferma il peggioramento del quadro, con oltre 546 milioni di ore autorizzate e un ulteriore incremento rispetto all’anno precedente. L’aspetto più rilevante riguarda soprattutto il mutamento nelle causali, che segnala un cambiamento nella natura delle difficoltà attraversate dal sistema produttivo nazionale. Se nel 2024 prevaleva la crescita della cassa integrazione ordinaria, più legata a rallentamenti produttivi e shock congiunturali, nel 2025 si rafforza invece il peso della componente straordinaria, trainata dall’aumento delle ore autorizzate per riorganizzazione o crisi. Queste evidenze indicano il passaggio da difficoltà prevalentemente congiunturali a criticità di carattere più strutturale.
Questa dinamica, inoltre, non si distribuisce in modo uniforme sul territorio. Il confronto regionale mette in evidenza differenze marcate nelle causali prevalenti: nelle regioni del Nord il ricorso alla CIG mantiene un profilo più congiunturale, con un peso maggiore della componente ordinaria; nel Mezzogiorno assumono invece maggiore rilievo le causali straordinarie, in particolare quelle legate a riorganizzazione o crisi; la Toscana presenta un profilo intermedio, con una presenza relativamente più marcata dei contratti di solidarietà. A questa dinamica si accompagna l’ampliamento della quantità di lavoro manifatturiero temporaneamente non utilizzato, ricostruita a partire dalle ore autorizzate di cassa integrazione sotto l’ipotesi di pieno utilizzo degli strumenti autorizzati. A livello nazionale, l’incremento osservato nel 2024 prosegue anche nel 2025, sia in valore assoluto sia in rapporto al complesso degli occupati dipendenti della manifattura.

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