Articolo su Autonomie locali e servizi sociali a cura di S. Iommi, M. L. Maitino e L. Ravagli
Il disagio abitativo è oggi, in Italia, un fenomeno strettamente legato alla condizione di affittuario e al problema della povertà. A salvaguardia delle famiglie in disagio abitativo è stato istituito un sistema di contributi monetari per il pagamento dei canoni (L. 431/98). In questo lavoro si fornisce una valutazione dell’adeguatezza, dell’efficacia e degli effetti distributivi del contributo al pagamento dei canoni di locazione attraverso l’esperienza della Regione Toscana, anche nel confronto con le altre Regioni. L’analisi evidenzia i limiti di questa misura: l’insufficienza delle risorse disponibili rispetto ai bisogni, nonostante solo una parte delle famiglie potenzialmente beneficiarie faccia domanda; le incoerenze nella definizione di povertà abitativa alla base dell’intervento e la poca selettività nella scelta dei criteri di means-testing e nel soddisfacimento delle richieste. Impostazioni alternative della misura consentirebbero, in assenza di vincoli di bilancio, di targettizzare meglio i poveri dal punto di vista abitativo e, a parità di risorse, di concentrare il contributo solo sulle famiglie in condizioni di povertà estrema.
Autonomie locali e servizi sociali, n. 3/2018
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