Il turismo incentiva la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio? Un’analisi sulla Toscana

Nota di lavoro 46/2026 di C. Agnoletti e C. Ferretti

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L’aumento delle presenze turistiche osservato negli anni post-pandemici, soprattutto in alcune aree ad alta attrattività, può rappresentare un importante fattore di stimolo per il miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio abitativo.

Infatti, da un lato la crescita dei flussi turistici comporta una maggiore domanda di alloggi e ciò spinge i proprietari a riqualificare gli immobili per renderli più competitivi sul mercato. Un’abitazione energeticamente efficiente garantisce maggiore comfort termico e acustico, costi di gestione più contenuti e una migliore qualità complessiva dell’esperienza per l’ospite.

Dall’altro lato, l’efficientamento energetico contribuisce a contenere l’impatto ambientale del turismo, un settore caratterizzato da elevati consumi energetici. Interventi come l’isolamento dell’involucro edilizio, la sostituzione degli impianti obsoleti, l’installazione di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie per il controllo dei consumi permettono di limitare le emissioni di gas serra e di ridurre il consumo di risorse. In contesti turistici ad alta densità stagionale, questi interventi possono avere effetti particolarmente significativi sul bilancio energetico complessivo del territorio.

La relazione tra turismo ed efficientamento energetico assume inoltre una dimensione economica e sociale significativa. Gli investimenti nella riqualificazione degli edifici possono generare ricadute positive sull’economia locale, creando occupazione nel settore delle costruzioni e dell’impiantistica e valorizzando il patrimonio immobiliare esistente. Allo stesso tempo, abitazioni più efficienti vanno a beneficio non solo dei turisti, ma migliorano anche la qualità della vita dei residenti, contribuendo a uno sviluppo più equilibrato e sostenibile delle destinazioni.

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