LA RAREFAZIONE DEI SERVIZI BANCARI IN TOSCANA. Un indice di rischio comunale
A cura di S. Iommi e D. Marinari
Il presente lavoro è stato affidato a IRPET dal Settore delle Attività Produttive di Regione Toscana. Il report è stato redatto da Sabrina Iommi, con il supporto statistico di Donatella Marinari. Il lavoro afferisce all’Area Sistemi locali, Cultura e Turismo, coordinata da Sabrina Iommi.
La presenza fisica della banca ha rappresentato storicamente una componente essenziale dell’organizzazione economica dei territori. Lo sportello bancario non ha svolto soltanto una funzione di erogazione di servizi finanziari, ma ha costituito anche un presidio di prossimità, un luogo di relazione fiduciaria tra banca, famiglie e imprese, un canale di accesso al credito e un osservatorio informale sulle condizioni economiche locali. Questa funzione è stata particolarmente rilevante nei territori caratterizzati da piccole e microimprese, dove la conoscenza diretta del cliente e del contesto produttivo ha spesso integrato le informazioni contabili e patrimoniali disponibili.
A partire dalla crisi finanziaria del 2008, questo modello è stato profondamente trasformato. La concentrazione del settore bancario, le fusioni tra gruppi, la riduzione dei margini operativi, l’aumento dei vincoli patrimoniali e la diffusione dei servizi digitali hanno favorito un processo di razionalizzazione della rete fisica. In Italia gli sportelli bancari sono passati da 34.146 nel 2008 a 19.140 nel 2025, con una riduzione prossima al 44%; in Toscana, nello stesso periodo, il numero degli sportelli è sceso da 2.541 a 1.410. La contrazione è stata particolarmente intensa tra il 2015 e il 2025, quando in Toscana gli sportelli sono diminuiti da 2.265 a 1.410, mentre i Comuni privi di sportello sono aumentati da 12 a 31 e quelli con un solo sportello da 39 a 58. (…)
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