Toscana Notizie – Flash Lavoro n. 66/2025

Trimestrale di informazione dell'Osservatorio regionale del Mercato del lavoro

IRPET - Regione Toscana Settore Lavoro

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IL QUADRO D’INSIEME

In Italia “nel terzo trimestre 2025, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2% nei confronti del terzo trimestre 2024. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,1% in termini congiunturali ed è cresciuto dello 0,6% in termini tendenziali.”
In Toscana nei primi nove mesi del 2025 il mercato del lavoro continua a essere caratterizzato dal calo delle assunzioni: circa 15mila avviamenti in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-2,3%). La contrazione della domanda si riflette in un ritmo di crescita più contenuto dell’occupazione dipendente: nel terzo trimestre 2025 gli addetti dipendenti aumentano di circa 25mila unità rispetto al 2024 (+1,6%). Cresce il lavoro stabile (+2,4%) e, al suo interno, aumentano gli indeterminati mentre calano gli apprendisti; i dipendenti a termine risultano in lieve diminuzione (-0,5%). Per settore tutti i macro-comparti sono in aumento, ma la manifattura resta la componente più debole: il Made in Italy perde dipendenti (-1,5%) con le lavorazioni legate alla moda in contrazione. Nel terziario i servizi turistici continuano a crescere (+2,6%). L’indagine ISTAT sulle Forze di Lavoro segnala un rallentamento dell’occupazione complessiva: gli occupati (15-64 anni) scendono a 1.678mila (-0,6%) e il tasso di occupazione al 70,8%. Il tasso di disoccupazione sale al 4,2% (dal 3,0% del terzo trimestre 2024), con un aumento sia tra uomini sia tra donne.

Approfondimento
UN’ANALISI QUALITATIVA DELLA MISURA DEI SERVIZI DI ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO PER PERSONE SVANTAGGIATE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO

a cura di Alessandra Crippa, Eleonora Gnan e Daniela Mesini dell’Istituto per la Ricerca Sociale (IRS)

La misura dei Servizi di accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate (POR FSE Toscana 2014-2020, azione B.1.1.2.a) ha sostenuto percorsi di inclusione attiva rivolti a disoccupati/inoccupati in carico ai servizi sociali e con fragilità multidimensionali. Un’analisi qualitativa – basata sulle relazioni finali dei 26 progetti finanziati e su interviste a referenti di sei progetti – evidenzia come l’intervento abbia operato in una “zona grigia” tra ambito sociale e lavorativo, generando esiti di ri-attivazione, empowerment e rafforzamento delle competenze personali e relazionali. Il partenariato pubblico-privato sociale e il lavoro di rete sul territorio hanno rappresentato un elemento determinante per la continuità della presa in carico, mentre il tutor ha svolto una funzione chiave di mediazione e sostegno nei tirocini di inclusione. Tra le criticità principali sono emerse l’incompatibilità con il Reddito di Cittadinanza e la difficoltà di tenuta dei percorsi da parte dei beneficiari. Le lezioni apprese indicano la necessità di rafforzare i servizi di supporto (cura e conciliazione) e di potenziare coordinamento e backoffice, con maggiore flessibilità gestionale e continuità tra finanziamenti.

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