Studio a cura di F. Boncinelli, A. Mattei, M. Mariani, L. Pinetini e S. Turchetti. Indagine curata da IZI S.p.A.
Questo studio è parte integrante dell’attività comune IRPET-Regione Toscana “Effetti degli interventi per l’introduzione e il mantenimento delle pratiche di agricoltura biologica”, prevista per il 2025 (Attività n. 1.2025), ed è stato commissionato all’IRPET dall’Autorità di Gestione del FEASR in accordo con la Direzione generale “Agricoltura e Sviluppo Rurale” di Regione Toscana.
Hanno contribuito all’ideazione, alla realizzazione e alla scrittura: Fabio Boncinelli (Università degli Studi di Firenze), Marco Mariani (IRPET), Alessandra Mattei (Università degli Studi di Firenze), Lisa Pinetini (Università degli Studi di Firenze) e Sara Turchetti (IRPET). Alla creazione del dataset ha contribuito Valentina Patacchini (IRPET). L’indagine presso le imprese agricole è stata eseguita da IZI S.p.A.
Il coinvolgimento di Lisa Pinetini, che ha riguardato l’organizzazione di una rassegna della letteratura e la predisposizione supervisionata del questionario di rilevazione, è avvenuto nell’ambito di un tirocinio di formazione curriculare per l’Università degli Studi di Firenze.
Lo studio, realizzato nell’ambito delle attività di assistenza tecnica del CSR 2023–2027 e cofinanziato dal FEASR, valuta gli effetti degli incentivi pubblici alla conversione al metodo biologico in Toscana, con riferimento al bando 2015 del PSR Feasr 2014-2022, rivolto alle imprese agricole inizialmente convenzionali. L’obiettivo è esaminare in che misura il sostegno abbia inciso sulla sopravvivenza delle imprese e sulla probabilità di essere biologiche nove anni dopo l’intervento, adottando un approccio causale basato sui risultati potenziali. Poiché la sopravvivenza può dipendere dall’incentivo, l’analisi utilizza la stratificazione principale per rappresentare i diversi percorsi causali attraverso cui le imprese rispondono al trattamento. Questo specifico disegno valutativo, implementato usando un approccio Bayesiano all’inferenza, permette di valutare congiuntamente la sopravvivenza e gli effetti causali sugli esiti nei soli strati in cui essi risultano definibili, e di esaminare la distribuzione degli strati nella popolazione eleggibile e tra i trattati, fornendo una lettura puntuale del targeting della misura. I risultati mostrano che una quota limitata di imprese presenta una sopravvivenza direttamente attribuibile all’incentivo (strato dei Protetti), mentre tra le numerose imprese che sarebbero sopravvissute comunque (Resilienti) il sostegno aumenta in modo molto marcato la probabilità di mantenere il metodo biologico nel lungo periodo. Le differenze nella composizione degli strati indicano che il grado di strutturazione delle imprese, in termini di dimensione e assetto organizzativo, varia in modo significativo tra i diversi strati, riflettendo profili non omogenei. Parallelamente, la rilevazione telefonica condotta sulle imprese trattate e sopravvissute permette di caratterizzare in profondità i profili delle Resilienti trattate, offrendo elementi utili a interpretare la permanenza nel metodo biologico. Nel complesso, lo studio restituisce un quadro articolato dell’efficacia degli incentivi e fornisce indicazioni utili per orientare la programmazione attuale e futura verso interventi più mirati e coerenti con i diversi percorsi di risposta delle imprese agricole toscane.
Rapporto curato da IRES Piemonte, IRPET, SRM, PoliS-Lombardia, Ipres Puglia, Liguria Ricerche, Agenzia Umbria Ricerche
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