Frammentazione fondiaria, attività agroforestale e servizi ecosistemici nelle aree interne e montane

Nota di lavoro 17/2022 di S. Iommi e S. Turchetti

Un tema molto ricorrente nel dibattito sulle politiche di sviluppo a favore delle aree periferiche è la questione dell’eccessiva polverizzazione della proprietà fondiaria, che rende difficile l’esercizio delle attività agricole e forestali. Il problema colpisce soprattutto le aree montane, in cui la redditività dei suoli è già scarsa e la frammentazione delle proprietà, unita alla non facile rintracciabilità dei proprietari (emigrazioni, mancate successioni), impedisce di fatto di raggiungere dimensioni aziendali economicamente sostenibili. Ciò aggrava il problema dell’abbandono dell’attività agricola e delle connesse opere di sistemazione e manutenzione idraulico-ambientali, che sono ormai riconosciute come fondamentali per la riduzione del rischio idro-geologico e climatico.

In molte aree il ruolo delle piccole e piccolissime aziende agricole, che si basano su un’economia di tipo familiare (quote elevate di autoimpiego e autoconsumo), è tuttora fondamentale per la fornitura di alcuni servizi ecosistemici, in particolare per le attività di presidio e manutenzione del territorio, che consentono la prevenzione degli incendi e la riduzione del rischio idro-geologico, la salvaguardia della biodiversità e della fertilità dei suoli, la prevenzione della diffusione di specie vegetali e animali aliene. Questi piccoli e piccolissimi attori economici forniscono beni pubblici legati alla loro attività o anche alla loro semplice sussistenza e ciò giustifica il sostegno economico pubblico. Si tratta, tuttavia, di un ruolo che andrebbe rafforzato facilitando la costituzione di realtà aziendali più solide e di maggiori dimensioni.

L’obiettivo di questo contributo è fornire un primo inquadramento del tema, in particolare analizzando come la frammentazione fondiaria e l’accessibilità economica ai terreni agricoli interferiscono con l’obiettivo di rafforzare i servizi ecosistemici connessi alle attività primarie e con particolare attenzione al ruolo che le aree interne e montane possono e devono svolgere in una nuova fase dello sviluppo, in grado di coniugare sostenibilità economica, ambientale e sociale.

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