I primi (e ultimi) cinque anni di Reddito di cittadinanza in Toscana
Nota di lavoro 42/2025 a cura di M. L. Maitino, V. Patacchini, L. Ravagli
Il Reddito di cittadinanza (Rdc) è ormai un’esperienza conclusa nel nostro paese. Da oltre un anno, precisamente dal Gennaio del 2024, la misura è stata sostituita dall’Assegno di inclusione. Introdotto con il decreto legislativo 4/2019 dall’allora governo in carica, il Rdc è stato in vigore per cinque anni, dal Marzo del 2019 al Dicembre del 2023, anni eccezionali in cui è scoppiata una pandemia e in cui si è innescata un’ondata inflazionistica che non si ricordava dagli anni ’80. Data la rilevanza che il Rdc ha rivestito in questi anni, in primis in termini di risorse mobilitate (quasi 2 miliardi di euro in tutto il periodo in Toscana) e visto l’acceso dibattito scaturito prima dalla sua introduzione e poi dalla sua abolizione, è utile analizzare ciò che questa esperienza ha effettivamente rappresentato per la nostra regione, in particolare su cosa il Rdc ha saputo fare ma anche su quello che non è stato in grado di fare. I dati oggi disponibili per la Toscana, campionari di fonte ISTAT e amministrativi di fonte INPS, ci permettono di realizzare l’analisi sia in una prospettiva storica che in senso longitudinale.
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