Toscana Notizie – Flash Lavoro n. 57/2023

Trimestrale di informazione dell'Osservatorio regionale del Mercato del lavoro

IRPET - Regione Toscana Settore Lavoro

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IL QUADRO D’INSIEME

“Nel secondo trimestre 2023 in Italia l’input di lavoro – misurato dalle ore lavorate – e il PIL mostrano una contrazione in termini congiunturali, pur rimanendo in aumento in termini tendenziali. Rispetto al primo trimestre 2023, l’input di lavoro è diminuito dello 0,5% e il PIL dello 0,4%; rispetto al secondo trimestre 2022, l’aumento si attesta all’1,3% e allo 0,4% rispettivamente”. In Toscana si osservano segnali di rallentamento nel mercato del lavoro con gli avviamenti in riduzione tendenziale del 4,3% e del 4% sul trimestre precedente. Gli addetti dipendenti si mostrano, comunque, ancora in crescita: +3,1% sullo stesso trimestre del 2022 e +1,2% sul primo del 2023. Le variazioni congiunturali mensili, seppur positive, appaiono però in costante diminuzione: dal +0,6% di marzo al +0,1% di luglio. I segni positivi, rispetto al secondo trimestre 2022, si osservano nella totalità dei settori produttivi esclusi i servizi bancari. Superiori alla media sono gli andamenti osservati per le costruzioni e, nella manifatturiera, la metal-meccanica e i settori del made in Italy della moda. Il terziario cresce meno della media, al suo interno si distinguono i servizi turistici per la consistente crescita. Nel confronto con il corrispondente periodo del 2019 mostrano ancora segni negativi, oltre ai servizi finanziari, soltanto l’industria delle calzature, quella conciaria e il marmo. Gli occupati totali stimati da ISTAT sono allo stesso livello dell’anno precedente ma il numero di disoccupati si riduce di 14mila unità e il tasso di disoccupazione di 0,8 punti percentuali, la parte femminile mostra una diminuzione delle occupate e una riduzione della partecipazione al mercato del lavoro con un aumento delle inattive corrispondente al calo delle disoccupate.

Approfondimento: SETTORI PRODUTTIVI E TERRITORI DELLA TOSCANA. TENDENZE DI LUNGO PERIODO

Tra il 2009 e il 2022 il numero di dipendenti in Toscana è cresciuto del 24%, corrispondenti a 245mila lavoratori in più.
Il 70% di quest’aumento è dovuto al settore terziario: +175mila dipendenti, in particolare nei servizi turistici, che hanno contribuito con 42mila posizioni aggiuntive di lavoro. Seguono: l’istruzione, +36mila docenti, prevalentemente nelle scuole primarie e secondarie, frutto di stabilizzazioni e di un numero crescente di insegnanti di sostegno; quindi, i servizi di vigilanza e di pulizie (+22mila) e il commercio al dettaglio (+21mila).
Il settore manifatturiero registra una crescita di 61mila dipendenti, che rappresenta il 25% dell’aumento complessivo. Le attività che hanno contribuito in maggiore misura a questo risultato sono state il tessile e le confezioni di abbigliamento e la pelletteria. Nel complesso le lavorazioni del tessile, confezioni e pelletteria hanno visto passare il proprio peso sul totale dei dipendenti dell’industria dal 20% del 2009 al 27,5% del 2022. Viceversa è leggermente diminuita l’incidenza dei settori classificati da ISTAT come a più elevato indice di competitività strutturale- meccanica, mezzi di trasporto, farmaceutica, chimica e carta – che sono variati da 34,0% a 33%. Date queste dinamiche settoriali i territori della Toscana che hanno avuto le performance migliori sono l’area fiorentina, dove si osserva un fortissimo aumento della pelletteria, e i sistemi distrettuali, in particolare Prato, con l’importante contributo dei dipendenti delle imprese individuali cinesi. Sicuramente più debole la crescita delle aree meridionali della regione, sia interne sia costiere, queste ultime caratterizzate dalla presenza di aree di crisi industriale. Anche i due sistemi delle città di Pisa e di Siena mostrano aumenti contenuti, in particolare la seconda penalizzata dalla crisi del Monte dei Paschi di Siena. I sistemi della costa nord, Versilia, Massa e Carrara contraddistinti dalla compresenza di manifattura – cantieri navali, metal meccanica, estrazione e lavorazione del marmo – e servizi legati al turismo balneare hanno un andamento migliore di quelli meridionali, in particolare nella manifattura.

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