Il primo semestre del 2018 ci consegna una debole crescita delle esportazioni della Toscana (+2,3%) rispetto ai brillanti risultati conseguiti nei primi due trimestri del 2017. La dinamica, poco influenzata dalla opposta tendenza dei prodotti petroliferi e dei metalli preziosi, è stata meno positiva della media italiana (+3,7%) e particolarmente debole se confrontata con le altre regioni aperte al commercio internazionale: Lombardia (+6,1%), Emilia-Romagna (+5,9%) e Veneto (+3,3%).

La peggiore performance aggregata della Toscana nasconde una forte eterogeneità di andamenti tra le produzioni di punta dell’export regionale. In crescita le vendite di beni di consumo non durevole (+8,3% contro +4,1% a livello nazionale). Molto positive, in particolare, sono state le dinamiche che hanno caratterizzato i prodotti in cuoio e pelletteria (+5,7%), quelli farmaceutici (+45,8%) e quelli afferenti al settore cartario (+10,3%). Hanno invece costituito un rilevante freno alla crescita dell’export toscano le vendite di beni strumentali (-13,0% vs. +2,3% a livello nazionale); in particolare, quelle di macchine di impiego generale (-17,8%), e quelle di mezzi di trasporto (-9,1%), automotive costiero e nautica in particolare.

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Sintesi-5-punti-export-12.10.2018

Autore: Massimo Donati, Tommaso Ferraresi, Leonardo Ghezzi