I giovani fra rischi e sfide della modernità. Il caso della Toscana

I giovani sono i soggetti più coinvolti nella transizione alla tarda modernità che l’Europa sta vivendo. Nella sua variante italiana e toscana questo passaggio è faticoso e difficile, perché gli attori che detengono risorse legate agli equilibri...

a cura di Alessandra Pescarolo

I giovani sono i soggetti più coinvolti nella transizione alla tarda modernità che l’Europa sta vivendo. Nella sua variante italiana e toscana questo passaggio è faticoso e difficile, perché gli attori che detengono risorse legate agli equilibri del passato agiscono in modo difensivo per frenare il cambiamento. I giovani, che hanno meno posizioni da difendere e minori protezioni, vivono solo gli svantaggi di una trasformazione che, se non è incanalata in un progetto collettivo, rischia di avvitarsi in un circolo vizioso di fragilità economica e insicurezza sociale.
La transizione tocca rapidamente molti aspetti della loro vita: economici, politici, sociali, culturali. La consapevolezza di questa pluralità di piani ci ha spinto a ricomporre in un’unica riflessione le diverse dimensioni dell’esperienza dei giovani: istruzione, lavoro, stili di vita, modelli culturali, partecipazione politica e sociale, valori, coesione sociale.
I risultati permettono di costruire un quadro innovativo. Il confronto con i modelli dell’Europa del Nord, del Centro e del Sud getta nuova luce sugli aspetti più noti dell’esclusione dei giovani toscani: precarietà nel lavoro, scarsa presenza nelle posizioni decisionali, mancanza di sbocchi professionali per i laureati. La comparazione fa emergere, accanto alla mancanza di tutele, alcuni tratti di una tutela distorta, a partire da un sistema scolastico e universitario che permette di rallentare improduttivamente il tempo degli studi. La dilatazione del modello del “parcheggio” alimenta una cultura del lavoro rassegnata e adattiva. La delusione e la crescente insicurezza spingono infatti i giovani a un distacco dai valori espressivi e all’adesione a valori strumentali, materialisti, ostili al rischio. Emerge infine il ritorno della disponibilità ad accettare lavori più duri, che chiedono più costi e sacrifici.
Nella sfera della partecipazione, dell’associazionismo, della coesione sociale, i giovani toscani assumono comportamenti più negoziali e individualisti che in passato. L’”individualizzazione senza tutele” rischia di creare diffidenza ed egoismo, ma i giovani, soprattutto se hanno alti livelli di istruzione, sanno, più di quanto non appaia negli stereotipi giornalistici e scientifici, che gli antidoti devono venire dalla politica e dalle politiche. Pensano che un ricambio nella classe dirigente possa invertire questa deriva negativa. Si orientano verso una nuova articolazione dei livelli di governo che valorizzi sia il livello locale e regionale, sia quello sopranazionale. Se hanno avuto modo di conoscerle, apprezzano le politiche della Regione.

Potrebbero interessarti anche...

Rapporto curato da G. F. Gori, con il coordinamento di P. Lattarulo, in collaborazione con l'Osservatorio Regionale Contratti Pubblici

Leggi... I CONTRATTI PUBBLICI AL TERMINE DEL PNRR – Andamento congiunturale e trasformazioni strutturali del procurement pubblico tra riforme, digitalizzazione e modelli organizzativi

LA CONGIUNTURA NELLE PROVINCE TOSCANE

  • Export
  • Imprese e Sistemi produttivi
  • Lavoro
  • Sviluppo locale
  • Turismo

Nota congiunturale 44/2026 a cura di C. Agnoletti, E. Conti, M. Donati, T. Ferraresi, S. Iommi e D. Marinari

Leggi... LA CONGIUNTURA NELLE PROVINCE TOSCANE

Osservatorio regionale della Cultura. Nota 2/2026 | A cura di S. Iommi. Le elaborazioni sui dati SIL-RT sono di D. Marinari

Leggi... LA CONGIUNTURA DEI SETTORI CULTURALI. Ripresa selettiva e fragilità persistenti

L’annata agraria 2025 in Toscana

  • Agricoltura
  • Imprese e Sistemi produttivi

Nota congiunturale 43/2026 a cura di S. Turchetti

Leggi... L’annata agraria 2025 in Toscana