Ricerca curata da F. Giubileo, con la collaborazione di S. Duranti e le elaborazioni statistiche di V. Patacchini
Lo studio è parte delle attività comuni IRPET-Regione Toscana per l’anno 2024, svolto su incarico dell’Autorità di Gestione del FSE (Attività n. 2.A/2024). La ricerca è stata curata da Francesco Giubileo con la collaborazione di Silvia Duranti nell’Area di ricerca Economia pubblica dell’IRPET coordinata da Patrizia Lattarulo. Valentina Patacchini ha curato le elaborazioni statistiche. Editing a cura di Elena Zangheri (IRPET).
Il lavoro ricostruisce l’assetto delle politiche attive in Toscana, collocandolo all’interno di un quadro di comparazione nazionale e internazionale. L’obiettivo è far emergere le specificità del modello toscano e le scelte di policy attuate in questa regione.
Recentemente è stata introdotta un’azione di riforma generale del sistema delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale, il Programma Garanzia Occupabilità dei lavoratori (GOL). Dal momento che questa importante riforma è destinata a rappresentare il framework all’interno del quale dovranno in futuro collocarsi le politiche attive del lavoro finanziate da l’FSE+, e dal momento che ad oggi le misure di politica attiva e formative erogate da Regione Toscana verso i potenziali beneficiari di GOL sono finanziate anche da FSE+ e dal Programma Iniziativa Occupazione Giovani, Regione Toscana è interessata a conoscerne le prime fasi di attuazione attraverso dati oggi disponibili e attraverso opinioni degli stakeholder.
Nella attuazione del programma GOL in Regione Toscana si conferma un modello di governance pubblica, con il ruolo centrale della rete regionale dei Centri per l’impiego per la presa in carico dei beneficiari e la definizione e gestione dei loro percorsi di sviluppo professionale.
Un primo elemento positivo del Programma è quello dell’avvicinamento tra gestione della formazione e del lavoro, basato su un meccanismo strutturato di complementarità e di costante interazione. È stata costituita una “cabina di regia” anche dal punto di vista della gestione delle risorse, al fine di garantire la complementarità delle misure a valere sui diversi Fondi ed evitare il rischio di sovrapposizione.
Un secondo elemento positivo del modello toscano del Programma GOL riguarda la capacità del sistema regionale dei servizi per il lavoro di rendere effettiva la presa in carico, arrivando a erogare azioni concrete di politica attiva del lavoro in quasi il 90% dei casi, dato molto superiore – come certificato dalle fonti ufficiali – alla media nazionale e anche alle regioni del nord analizzate nel report.
Infine, il Programma ha mirato a rafforzare il rapporto tra pubblico e privato, potenziando la cooperazione tra i due soggetti, che sono spinti a collaborare per trattare al meglio i percorsi dei disoccupati, anche quelli più difficili, a rischio di abbandono delle attività formative.
Al lavoro si aggiunge un Focus che esplora, in una breve nota, la crescente carenza delle competenze nel pubblico impiego e il mismatch tra domanda e offerta; aspetti che – ben noti in generale nel mondo del lavoro – penalizzano in modo crescente anche questo contesto, a danno della possibilità di crescita del sistema economico.