Analisi di misure per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro: tirocini e apprendistato dal punto di vista dei lavoratori

Ricerca curata da S. Duranti e V. Patacchini

Lo studio è parte delle attività comuni IRPET-Regione Toscana per l’anno 2024 su incarico dell’Autorità di Gestione del FSE (Attività n. 2.C_2/2024). La ricerca è stata curata da Silvia Duranti e Valentina Patacchini nell’Area di ricerca Economia pubblica dell’IRPET coordinata da Patrizia Lattarulo. Editing a cura di Elena Zangheri (IRPET).

La ricerca analizza gli strumenti dell’apprendistato professionalizzante e del tirocinio extracurriculare prima da un punto di vista normativo e descrittivo, poi dal punto di vista degli impatti sulle carriere lavorative dei giovani.

In particolare, la parte descrittiva della ricerca evidenzia che l’apprendistato riguarda ogni anno in Toscana circa 30mila giovani (ovvero il 14% del totale degli avviati under 30), mentre il tirocinio ne coinvolge 10mila (4%).

L’analisi di impatto dell’apprendistato professionalizzante e del tirocinio extracurriculare sui lavoratori prende in considerazione gli esiti sia lavorativi che reddituali nei primi cinque anni dall’inserimento nel mercato del lavoro. I risultati mostrano che entrare nel mercato del lavoro con un apprendistato garantisce migliori esiti occupazionali rispetto ad altre modalità di ingresso nel mondo del lavoro nei primi 5 anni; gli effetti in termini di reddito a 5 anni non sono invece statisticamente significativi. L’effetto del tirocinio rispetto ad altre modalità di ingresso è nel complesso non statisticamente significativo, anche se emerge un effetto positivo con significatività statistica per le professioni operaie e dei servizi. Inoltre, quando il tirocinio è valutato come politica attiva, ovvero rispetto a soggetti iscritti al Centro per l’Impiego, emerge un effetto statisticamente significativo. Gli effetti in termini di reddito rispetto ad altre modalità di ingresso nel mercato del lavoro non sono statisticamente significativi.