RAPPORTO SUL TURISMO IN TOSCANA. La congiuntura 2025 e il primo trimestre 2026
Rapporto curato da E. Conti
Il 2025 segna per il turismo una fase diversa da quella immediatamente successiva alla pandemia. Al momento del “rimbalzo” eccezionale segue una crescita più ordinaria, selettiva e condizionata da fattori geopolitici, economici e climatici. A livello mondiale gli arrivi turistici internazionali raggiungono circa 1,52 miliardi, con un incremento del 4% sul 2024 e del 3,7% rispetto al 2019. L’Europa resta la principale destinazione mondiale, con oltre 790 milioni di arrivi e una crescita del 3,8%, mentre Asia-Pacifico e Africa mostrano dinamiche più vivaci, legate rispettivamente alla normalizzazione dei flussi asiatici e alla crescita del Nord Africa. Il quadro internazionale è dunque positivo, ma meno lineare: la domanda resta resiliente, però si muove in uno scenario segnato da tensioni in Medio Oriente, rincari energetici, aumento dei costi dei voli e maggiore attenzione dei turisti al rapporto qualità-prezzo.
Per il 2026 le previsioni internazionali indicano una crescita degli arrivi tra il 3% e il 4%. Tuttavia, l’incertezza è più alta rispetto al biennio precedente. L’instabilità geopolitica può produrre un duplice effetto: da un lato una parziale riallocazione dei flussi verso destinazioni europee percepite come più sicure, tra cui l’Italia e la Toscana; dall’altro un freno alla domanda, soprattutto di lungo raggio, per l’aumento dei costi di trasporto e per la riduzione del potere d’acquisto. Per la Toscana ciò significa trovarsi in una posizione potenzialmente favorevole, grazie alla reputazione internazionale, alla sicurezza percepita e alla forza del brand territoriale, ma anche più esposta alle oscillazioni dei mercati esteri e dei costi di viaggio.
Nel quadro nazionale, il dato più rilevante non è tanto la crisi della domanda italiana, quanto la sua debolezza strutturale rispetto alla componente internazionale. Nel 2025 gli italiani tornano a crescere in Toscana, ma solo dell’1,8% sul 2024 e restano ancora sotto i livelli del 2019 del 5,7%. Gli italiani non toscani sono sotto del 6,6% rispetto al pre-pandemia, i residenti toscani del 2,9%. Nel primo trimestre 2026 si osserva finalmente un segnale di ripresa anche del segmento nazionale, con presenze italiane in aumento del 2,6%, ma il quadro resta differenziato: crescono i flussi dal Centro Italia e in parte dal Nord, mentre continuano a ridursi quelli dal Mezzogiorno. La congiuntura toscana va quindi letta come crescita sostenuta soprattutto dall’estero, con una domanda interna in ripresa ma ancora fragile e più sensibile a prezzi, redditi disponibili e qualità dell’offerta.. (…)
I dati utilizzati per la preparazione del presente Rapporto congiunturale sul turismo sono stati forniti, per quanto riguarda il movimento (presenze e arrivi) e le strutture ricettive in Toscana, dal Settore Sistemi informativi e servizi – Ufficio Regionale di Statistica. Tali dati derivano dalla “Rilevazione statistica del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi” e sono da considerare provvisori fino alla validazione da parte dell’ISTAT, titolare della rilevazione.
I dati relativi all’offerta turistica provengono dalla rilevazione statistica del “Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi”, che rileva su base mensile anche il numero delle strutture esistenti (indipendentemente se aperte o chiuse) e dei relativi posti letto, e fanno riferimento al valore medio annuo calcolato a partire dai dati mensili delle strutture esistenti in ciascuna provincia.
Il presente Rapporto è stato redatto da Enrico Conti nell’ambito dell’Area di ricerca “Sistemi locali, cultura e turismo” dell’IRPET, coordinata da Sabrina Iommi. Elaborazioni statistiche: Massimo Donati, Valentina Patacchini.
Allestimento editoriale: Elena Zangheri.
Si ringrazia per la collaborazione il Settore Turismo Commercio e Terziario e il Settore Sistemi informativi e servizi statistici – Ufficio Regionale di Statistica.

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