Il Genuine Progress Indicator (GPI) come infrastruttura di conoscenza regionale: metodologia, dati e prime evidenze per le regioni italiane
Working paper 15/2026 a cura di A. Pettini, M. Liberatore, P. Poccianti, N. Sciclone
Working Paper n. 15/2026
Studio a cura di Anna Pettini (Università degli Studi di Firenze), Michele Liberatore (Università degli Studi di Firenze e Scuola IMT Alti Studi Lucca), Piero Poccianti (Associazione Italiana per L’Intelligenza Artificiale (AI*IA), Nicola Sciclone (Direttore IRPET)
Questo lavoro analizza lo sviluppo regionale italiano attraverso un’infrastruttura di elaborazione che rende la misurazione del Genuine Progress Indicator (GPI) interamente riproducibile e continuamente aggiornabile. Attraverso la produzione di stime per le venti regioni italiane nel periodo 2013–2022, che integrano gli effetti della distribuzione del reddito, del lavoro non retribuito, dei costi sociali e delle esternalità ambientali, l’analisi approfondisce la complessa relazione tra crescita dei consumi e benessere effettivo. I risultati mostrano che, sebbene GPI e consumi seguano traiettorie di lungo periodo affini, il loro rapporto si mantiene sistematicamente al di sotto dell’unità: la ricchezza consumata non si traduce mai pienamente in un equivalente incremento del benessere genuino. L’applicazione territoriale svela profonde asimmetrie nei modelli di sviluppo del Paese, evidenziando come la Toscana riesca a posizionarsi in una fascia favorevole grazie a una minore erosione del proprio benessere a opera dei costi sociali e ambientali.
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