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L’economia tra tensioni geopolitiche e incertezze su energia e prezzi

Nota congiunturale 45/2026 a cura di E. Conti, M. Donati, T. Ferraresi, L. Ghezzi, D. Marinari e N. Sciclone

L’economia toscana continua ad attraversare una fase di debolezza, in un contesto internazionale reso ancora più incerto dal conflitto in Iran, che da fine febbraio ha riportato il prezzo del petrolio sopra i cento dollari al barile, e dalle politiche commerciali statunitensi. Il quadro resta caratterizzato da segnali contrastanti: alla difficoltà della manifattura si accompagnano una crescita dei flussi turistici, seppure più contenuta, e un mercato del lavoro che mantiene la propria tenuta, pur con un’occupazione in progressivo rallentamento.
Sul fronte produttivo, nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale toscana ha confermato un profilo negativo, peggiorando rispetto ai primi tre mesi dell’anno e facendo peggio sia della media nazionale sia delle principali regioni industriali.
Solo in apparenza l’export ha avuto un andamento migliore: le vendite estere sono cresciute del 17,6% nel trimestre, ma al netto dei metalli preziosi la crescita si azzera, allineandosi alla dinamica della produzione. Pesano il raffreddamento della farmaceutica e il ritorno in negativo della moda, soprattutto nella provincia di Firenze, mentre continuano a crescere macchinari e mezzi di trasporto. In ripresa il comparto chimico.
Nei primi sette mesi dell’anno le presenze turistiche aumentano del 2,9%, circa la metà rispetto a un anno fa, in una fase di normalizzazione dei flussi. La crescita è sostenuta dalla domanda estera, in particolare europea, e dalle locazioni turistiche brevi, mentre calano gli italiani delle altre regioni e si interrompe l’espansione dei mercati asiatici. Il dato di luglio (+3,3%) ridimensiona il calo di giugno, dovuto in larga parte a effetti di calendario.
Nel mercato del lavoro la domanda sostanzialmente tiene: nel primo semestre gli avviamenti sono di poco inferiori al 2025 (-0,5%) e le nuove posizioni dipendenti create, circa 84mila, sono pari a quelle dell’anno precedente. Prosegue però il rallentamento della crescita dei dipendenti (+1,1% a giugno, contro +1,8% un anno prima). Nell’industria l’occupazione è stabile, con forti differenze tra settori e cali diffusi a quasi tutte le lavorazioni della moda. In crescita farmaceutica e nautica. Il ricorso agli ammortizzatori sociali si riduce (6,3% dei dipendenti industriali, contro il 7,1% del primo semestre 2025), ma resta sopra i livelli del 2024, e tornano a crescere gli interventi per crisi e ristrutturazione.

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