Donne e STEM in Toscana: come cambiano le scelte di studio

Nota di lavoro 47/2026 di S. Duranti e N. Faraoni

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Negli ultimi anni le discipline STEM – acronimo di Science, Technology, Engineering, and Mathematics – hanno assunto un ruolo centrale nelle strategie di sviluppo economico e nelle politiche pubbliche, in quanto considerate fondamentali per sostenere la transizione digitale, l’innovazione tecnologica e la competitività dei territori. Numerosi documenti programmatici, a livello sia europeo che nazionale, hanno da tempo individuato nel rafforzamento delle competenze scientifico-tecnologiche un obiettivo prioritario, affiancandovi esplicitamente la necessità di ridurre i divari di genere nell’accesso a tali percorsi (European Commission, 2012; UNESCO, 2018; World Economic Forum, 2016).

Le ragioni della minore presenza femminile nelle discipline STEM sono state ampiamente indagate nella letteratura economica, sociologica e psicologica. Dagli studi emerge che il divario di genere in questo tipo di lauree è il risultato di un processo cumulativo in cui interagiscono il livello di competenze matematiche, l’autopercezione delle proprie abilità, le aspettative familiari e scolastiche, i modelli di ruolo e i fattori culturali.

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