Ricerca curata da S. Duranti, F. Giubileo, V. Patacchini
Lo studio è parte delle attività comuni IRPET-Regione Toscana per l’anno 2024 su incarico dell’Autorità di Gestione del FSE (Attività n. 2.B/2024). La ricerca è stata curata da Silvia Duranti, Francesco Giubileo e Valentina Patacchini con il coordinamento di Patrizia Lattarulo, responsabile dell’Area di ricerca Economia pubblica dell’IRPET. Editing a cura di Elena Zangheri.
La ricerca ha l’obiettivo di effettuare un monitoraggio delle attività formative per l’inserimento e il reinserimento lavorativo finanziate da Regione Toscana nel biennio 2023-24. In particolare, il contributo si concentra sulle caratteristiche delle attività formative (durata, contenuto formativo) e degli allievi (età, genere, cittadinanza ecc.), con un focus particolare sui tassi di completamento dei corsi e sugli esiti occupazionali.
Una delle criticità riscontrate nell’attuazione dei programmi di formazione riguarda la difficoltà di inserire i disoccupati nei corsi e di favorirne il completamento, in particolare per quanto riguarda le attività di maggiore durata. Dai risultati emerge che il tasso medio di completamento delle attività formative è dell’83% e che alcuni fattori ne influenzano la variabilità. Utilizzando un modello di regressione logistica multilivello, che tiene conto del fatto che gli iscritti sono aggregati all’interno di unità formative condividendo quindi alcune caratteristiche delle stesse, è possibile evidenziare il ruolo dei fattori individuali e di corso nel determinare la probabilità di completamento delle attività formative. Dai risultati emerge che i fattori individuali hanno un ruolo marginale, ad eccezione dell’età, che, se più avanzata, favorisce la conclusione dei corsi. È invece il tipo di percorso e la durata in termini di ore ad influenzare la probabilità di conclusione dell’attività formativa. L’analisi mostra inoltre che l’11% della variabilità nella probabilità di completare il corso dipende dall’ente formativo che lo gestisce, evidenziando quindi anche il ruolo degli erogatori.
Il monitoraggio dei corsi per l’inserimento e il reinserimento lavorativo è completata da una analisi degli esiti occupazionali dei disoccupati che li frequentano. L’analisi dei tassi di inserimento a 6 mesi, fa emergere una certa eterogeneità tra settori, con alcuni corsi che hanno migliori esiti rispetto alla media (39%), ad esempio Moda (41%), Edilizia (43%) e Meccanica (47%).