Toscana Notizie – Flash Lavoro n. 69/2026
Trimestrale di informazione dell'Osservatorio regionale del Mercato del lavoro
IL QUADRO D’INSIEME
Nel secondo trimestre del 2026 la domanda di lavoro in Toscana è sostanzialmente stabile: gli avviamenti sono circa 242mila, -0,4% rispetto allo stesso trimestre del 2025, e nel primo semestre il volume è in linea con il 2025 (+0,2%). La dinamica del lavoro dipendente rimane positiva ma moderata: nel secondo trimestre 2026 gli addetti crescono dell’1,1% sullo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel confronto annuale 2025-2024 l’aumento è stato dell’1,7%. Prosegue la tenuta del lavoro stabile pur con una variazione più contenuta rispetto alla media 2025 (+2,0% contro +2,4%). I dipendenti a termine continuano a diminuire, -2,4%. Per settore, nel secondo trimestre 2026 crescono costruzioni (+1,7%), terziario (+1,3%) e agricoltura (+0,7%), mentre l’industria è quasi ferma (+0,4%). La manifattura resta condizionata dalle difficoltà del Made in Italy, in calo sia nel trimestre sia nel confronto 2025-2024 (entrambi -1,2%), nel trimestre tutte le lavorazioni della moda sono in contrazione. Nel terziario i servizi turistici continuano a crescere: +2,2% nel secondo trimestre e +3,1% nel 2025. L’indagine ISTAT sulle Forze di Lavoro mostra, nel secondo trimestre 2026, occupati complessivi sostanzialmente stabili a 1.699mila (-0,2% rispetto al secondo trimestre 2025) e un tasso di occupazione tra 15 e 64 anni al 71,6%, quasi allo stesso livello dello stesso periodo 2025 (71,7%). La disoccupazione invece aumenta nel confronto tendenziale: i disoccupati sono 78mila, il 9,4% in più rispetto al secondo trimestre 2025, e il tasso sale dal 4,2% al 4,4% per effetto della componente femminile.
Approfondimento
I LIBERI PROFESSIONISTI IN TOSCANA: VERSO UN RIPOSIZIONAMENTO O UN RIDIMENSIONAMENTO?
a cura di Andrea Manuelli e Alessio Monticelli (Local Global)
Il report analizza la situazione e l’evoluzione dei liberi professionisti in Toscana, confrontando i dati regionali con quelli nazionali (attingendo principalmente a fonti Istat, Adepp e studi di settore). L’obiettivo centrale dell’analisi è comprendere se il mondo professionale toscano stia affrontando un semplice ridimensionamento numerico o un più profondo riposizionamento strategico. Emergono tendenze alla riduzione e al cambiamento della libera professione, la cui interpretazione si presta a una serie di ipotesi complementari più che alternative: da un lato si registrano contrazioni occupazionali e retributive, dall’altro segnali di specializzazione, in un contesto di mutamenti demografici che riguardano sia la clientela sia la stessa base professionale, sempre più anziana. Il calo della consulenza informatica (-57,2%) riflette probabilmente l’uscita di questi professionisti verso il lavoro dipendente o societario, più che un declino del settore. Il quadro che emerge è nettamente polarizzato: da un lato l’assistenza sanitaria e le altre attività di servizi alla persona (compresi i servizi veterinari) mostrano una crescita sostenuta, trainata soprattutto dalla domanda di clientela privata; dall’altro gli ordini professionali più tradizionali — in particolare le attività legali e contabili e gli studi di architettura e ingegneria — attraversano una fase di marcata contrazione nel numero di iscritti, non incompatibile con il beneficio reddituale contingente registrato su base nazionale da geometri e architetti nel 2020-2023 grazie al Superbonus (cfr. Sezione 4). Il quadro complessivo è segno di una ricomposizione strutturale del mondo professionale toscano più che di un declino uniforme.
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