Le esportazioni della Toscana a prezzi correnti sono cresciute nel 2018 del 4,5%, un ritmo molto vicino a quello del 2017 e al di sopra della media italiana. Rispetto alla performance delle altre regioni italiane, la Toscana si colloca alle spalle di Lombardia (5,2%) ed Emilia-Romagna (5,7%) e davanti a Veneto (2,8%) e Piemonte (0,4%). Una volta depurata dalle vendite di metalli preziosi e prodotti della raffinazione del petrolio e, soprattutto, al netto di alcuni problemi di carattere statistico, la dinamica delle vendite estere della Toscana e delle altre principali italiane si fa più debole. La prima in particolare si attesta sul 3,1%.

Le produzioni che hanno consentito alle vendite estere della Toscana di crescere nel corso del 2018 sono, in particolare, i prodotti farmaceutici, quelli dell’industria cartaria e gli articoli della pelletteria e delle calzature. Ancora in calo invece l’export di macchine, sulla cui dinamica hanno inciso ancora una volta i cattivi risultati dell’export di macchinari per impieghi generali.

La dinamica delle esportazioni toscane sconta il rallentamento della domanda esperita dall’Eurozona, principale area di sbocco delle sue merci, soprattutto a causa dell’andamento dell’economia tedesca nel corso della seconda parte dell’anno, e nonostante la buona performance sui mercati francese e spagnolo. In crescita anche l’export verso gli Stati Uniti, mentre le merci toscane hanno sofferto sui mercati asiatici e sulle economie BRIC.

Problemi di varia natura rendono inoltre complicata l’interpretazione dei risultati. In particolare, abbiamo analizzato la dinamica delle vendite estere al netto delle provviste di bordo, caratterizzate da un salto tecnico nel corso dell’anno. Inoltre, la crescita sostenuta per il secondo anno consecutivo delle esportazioni di prodotti dell’industria del cuoio e della pelletteria in Svizzera sembra essere legata  alle scelte organizzative della catena del valore di una grande multinazionale del lusso della provincia di Firenze. Infine, il commercio di autoveicoli attraverso il porto di Livorno, in pesante contrazione nel corso dell’anno, sembra da imputare alla produzione di merci prodotte al di fuori della Toscana.

A livello provinciale, la crescita dell’export toscano è stata trainata dalle province di Firenze, per via della farmaceutica e della pelletteria, e Lucca, grazie al cartario, alla meccanica e alla nautica. La performance della filiera dell’automotive ha spinto verso il basso la traiettoria dell’export livornese, mentre quella della meccanica ha contribuito alla decrescita delle vendite estere della provincia di Massa-Carrara. In forte calo anche l’export dell’area grossetana per via dei cattivi risultati dell’agro-alimentare e della chimica. Farmaceutica e cuoio e pelletteria sono alle spalle delle contrazioni del valore dell’export di, rispettivamente, Siena e Arezzo.

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Autore: Tommaso Ferraresi e Leonardo Ghezzi

Dicitura Bibliografica: IRPET 2019