ALLOCAZIONI ALTERNATIVE DEI FINANZIAMENTI DESTINATI AL COMPARTO PUBBLICO, possibili scenari.

 

La Legge di Bilancio per il 2017 prevede l’istituzione di un Fondo per finanziare la contrattazione collettiva entro la pubblica amministrazione (in linea con quanto previsto dall’intesa tra Governo e sindacati del 30 novembre 2016)[1], nuove assunzioni presso le amministrazioni dello Stato e l’attribuzione di risorse al personale dei Corpi di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate. La dotazione del Fondo è pari a 1,48 miliardi per il 2017 e 1,93 miliardi a decorrere dal 2018, ovvero 3,71 complessivi per il biennio. Inoltre viene prevista la possibilità per gli enti territoriali di intervenire con risorse proprie presumibilmente saranno necessari 1,59 miliardi da parte di Regioni, enti locali e comparto sanitario.

Poco si sa ancora sull’effettiva ripartizione del Fondo ma si possono fare delle ipotesi considerando allocazioni alternative tra i due prioritari obiettivi esplicitati dalla Legge di Bilancio: che tutte le risorse vengano destinate a nuove assunzioni, che tutte vengano destinate ad aumenti salariali, che gli aumenti vengano distribuiti su tutti i dipendenti o che consentano l’aumento mensile di 85 euro di cui si parla in questi giorni. In generale la misura è piuttosto efficace negli importi e indica un preciso cambiamento di rotta. Certamente, se tutte le risorse venissero desinate a nuove assunzioni sarebbe possibile tornare ai livelli di dipendenti pubblici di 4 o 5 anni fa. Se, invece, si volesse mantenere l’obiettivo degli 85 euro, queste risorse basterebbero solo per una parte dei dipendenti. In definitiva, i punti interrogativi riguardo all’effettiva configurazione della manovra sono ancora molti, compresa la possibilità degli enti locali di intervenire con risorse proprie.

Fonte: nostre elaborazioni su dati conto annuale del personale

[1] L’ultimo rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione risale al 2009. L’intesa del 30 novembre è seguita alla sentenza della Corte Costituzionale (24 giugno 2015) che stabilisce che il blocco dei contratti del pubblico impiego disposto con D.L. 37/2010 è illegittimo e incostituzionale.

 

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