Rapporto curato da L. Ghezzi e N. Sciclone
Lo scenario internazionale continua a essere caratterizzato da incertezza e volatilità, fattori che condizionano l’evoluzione del ciclo economico. Il PIL mantiene un’intonazione positiva, anche se debole, e il quadro macroeconomico resta nel complesso esposto a rischi al ribasso, riconducibili soprattutto al contesto globale.
Sul versante reale, l’attività produttiva ha interrotto negli ultimi mesi la fase di caduta, ma permane su livelli ancora modesti. Continuano a crescere le esportazioni, ma in modo ancora non uniforme fra i settori sebbene si colgano dal terzo trimestre i primi segnali di miglioramento del comparto moda. Per una quota rilevante di imprese, l’anno appena concluso ha mostrato segnali di stabilità in termini di fatturato, ordini e occupazione; le aspettative per il 2026 risultano tuttavia improntate alla prudenza, in particolare sul fronte dei futuri investimenti. In questo quadro, la manifattura appare maggiormente esposta alle difficoltà congiunturali. Prosegue, più contenuta rispetto al passato, l’espansione complessiva delle posizioni di lavoro, le cui tendenze non sono omogeneamente distribuite per le difficoltà del comparto manifatturiero, in cui è in aumento la quota di lavoratori congelati attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali. (…)
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Curatori del Rapporto: L. Ghezzi e N. Sciclone
Gruppo di lavoro: E. Conti, M. Donati, N. Faraoni, T. Ferraresi, C. Ferretti, G. F. Gori, M. L. Maitino, D. Marinari, L. Ravagli
Allestimento editoriale: E. Zangheri