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Territorial proofing delle roadmap S3 della Toscana

di T. Ferraresi, M. Mariani, L. Piccini

Questo studio è stato commissionato all’IRPET da Regione Toscana – Autorità di Gestione del POR-FESR. Esso è il risultato dell’unione di due distinti lavori riconducibili al piano di attività comuni IRPET-Regione Toscana 2018: Territorial proofing e filiere produttive territoriali; Territorial proofing e coesione interna.
Il rapporto è stato realizzato da Tommaso Ferraresi, Marco Mariani e Leonardo Piccini, con il coordinamento generale di Simone Bertini e Patrizia Lattarulo.

In vista della revisione della strategia S3 di Regione Toscana, i distretti tecnologici della regione hanno recentemente prodotto una proposta di aggiornamento delle roadmap. Il presente lavoro si propone di valutare il posizionamento di ciascun territorio (i Sistemi Locali del Lavoro così come definiti da ISTAT) sia in termini industriali che in termini di dotazioni, in modo da delineare in che misura questi possano essere attivati in modo asimmetrico da eventuali politiche per l’innovazione basate sul contenuto delle roadmap, a possibile scapito della coesione intraregionale. A questo scopo, il lavoro sviluppa e applica un percorso metodologico apposito per effettuare un’analisi di proofing territoriale. Tale approccio si articola in due distinte linee di analisi, volte rispettivamente a: i) individuare i territori che potrebbero essere economicamente attivati dalle roadmap in modo diretto o che, in assenza di questa possibilità, potrebbero esserlo almeno indirettamente attraverso le filiere industriali o la distribuzione inter-territoriale dei redditi da lavoro; ii) valutare la disponibilità di infrastrutture e altre dotazioni territoriali abilitanti rispetto alle politiche per l’innovazione. L’analisi evidenzia che, in linea teorica, politiche industriali e per l’innovazione ispirate dal complesso delle roadmap andrebbero a offrire opportunità pressoché a tutte le sotto-aree a vocazione industriale della regione. Esse lascerebbero al margine soprattutto aree a vocazione non industriale, che potrebbero però essere destinatarie di sostegni al di fuori dell’alveo della strategia S3, puntati al rafforzamento di fattori locali di sviluppo non strettamente connessi all’industria.

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