DISTRIBUZIONE % DELLE MAGGIORI SPESE E MINORI ENTRATE PER QUINTI DI REDDITO DISPONIBILE FAMILIARE EQUIVALENTE. TOSCANA

 

Bilancio-scheda-famiglie-jpg-maxLa legge di bilancio per il 2017 prevede che una parte significativa degli interventi per le famiglie sia destinata ai pensionati. Il governo ha, infatti, previsto un aumento della quattordicesima per le pensioni basse e delle detrazioni ai fini Irpef per i redditi da pensione. L’effetto complessivo è, però, poco efficace sul piano dell’equità orizzontale, perché l’intervento tiene conto dei soli reddito individuali e trascura i redditi familiari e, soprattutto, il cumulo di redditi diversi.

La legge di bilancio ha, dunque, modificato la disciplina della quattordicesima cioè la somma aggiuntiva erogata annualmente ai titolari di trattamenti pensionistici di importo più basso, introdotta per la prima volta nel 2007, estendendo la platea dei beneficiari e aumentandone l’importo. Inoltre viene ampliata la no-tax area relativa al prelievo Irpef.

Per analizzare gli effetti distributivi degli interventi previsti dalla legge bilancio esaminiamo, la distribuzione percentuale delle maggiori spese per la quattordicesima e delle minori entrate per le modifiche dell’Irpef per quinti di reddito familiare equivalente in Toscana. Entrambe le misure sono parametrate, in modo diverso, sul reddito individuale e non su quello familiare e per questo l’impatto distributivo non è scontato. La quattordicesima è erogata alle pensioni contenute per definizione, ma questo non garantisce che le famiglie dei beneficiari siano nella parte bassa delle distribuzione dei redditi familiari. Inoltre, i beneficiari possono essere titolari di più pensioni che cumulandosi vanno a costituire un reddito complessivo più cospicuo. Le modifiche all’Irpef intervengono su un sistema di detrazioni decrescenti rispetto al reddito individuale, ma avvantaggiano i percettori di pensione teoricamente di importo fino a 55.000 euro di reddito individuale.

Le maggiori spese derivanti dall’aumento della quattordicesima sono rivolte per il 67% alle famiglie dei primi due quinti della distribuzione del reddito familiare equivalente ma nel contempo si verifica che un 15% delle maggiori spese sia destinata comunque a due quinti più ricchi della distribuzione dei redditi. Ancora più forte è quest’ultimo effetto sull’intervento di modifica delle detrazioni Irpef per le quali le minori entrate sono dirette per il 62% ai primi tre quinti della distribuzione dei redditi ma per il 38% ai quinti più elevati.

 

 

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